Dicono di noi... - Persicetana Podistica

Vai ai contenuti

4 maggio 2020

Persicetana Podistica
Pubblicato da Giampaolo Facchini in Podismo · 10 Giugno 2020
Oggi, mi sono alzato di buon’ora, ho sistemato l’igiene personale, ho  fatto colazione e sono andato fuori di casa per una camminata quasi di  corsetta o se preferite, una corsetta appena più di una camminata. A  dire il vero questo non merita il tempo di scriverlo o poi quello di chi  leggerà. E’ una situazione normale per me, a 59 anni l’ho già vissuta  tante volte. Qualcosa però mi invita a farlo, un qualcosa che ha reso  questo giretto diverso da tutti gli altri.   
  
   Ho messo l’abbigliamento adatto, ho preparato con cura i documenti e  gli accessori da portarmi dietro, indossato le scarpe e di passo veloce  sono partito. Faccio sempre un primo tratto di passo per scaldare bene  la muscolatura, crampi e risentimenti muscolari provo di evitarli il più  possibile. Sono le ore sei e quaranta del mattino, qui in periferia di  un paese di periferia non si muove ancora niente, inizio a sentirmi come  spiato da qualcuno, mi guardo attorno, ascolto se ci sono rumori,  proseguo col mio passo. Arrivo a pressappoco 200 metri da casa con quasi  il respiro affannato, ho come la sensazione di un nodo alla gola, di  disagio come se stessi furtivamente compiendo una azione di cui  vergognarsi. Respiro profondo, riordino le idee e provo di analizzare  quello che sto facendo, se ho dimenticato qualcosa da fare o da non  fare. Il mio passo continua, arrivo alla conclusione che dopo due mesi  di completa inattività motoria forse è normale provare queste  sensazioni.  Poco dopo inizio il passo a corsetta, intanto che i metri  passano, penso alle cose più svariate, nel pomeriggio vedrò la figlia  con la nipotina, prima però devo svolgere alcune commissioni in paese  ora che posso. Sì perché tutte queste cose non si potevano fare, da due  mesi a questa parte. Altre cose vietate due mesi fa, non si possono  ancora fare quindi dovrebbe essere normale fare continuamente mente  locale su cosa mi è concesso dalle regole per il bene comune. Continuo a  correre lento, costante e pensare. Ogni tanto mi sembra di risentire  quel nodo alla gola iniziale, continuo a correre, cerco di respirare  regolare e di cambiare quello che sto pensando.   
  
   Il parco sportivo è bellissimo, le piante sono rigogliose e si  sentono odori piacevoli passandogli accanto, iniziano a vedersi qualche  altra persona. Una signora col cane, un signore che cammina, un ragazzo  che corre veramente, altre due persone con i cani. Tutti hanno la stessa  postura, già da prima di incrociarci guardano a terra con la testa  leggermente china, come se avessero una sensazione di disagio, come se  stessero furtivamente compiendo una azione di cui vergognarsi. Allora  non sono il solo, siamo tutti assopiti da questo mondo surreale che in  solo qualche mese ci ha minato modi, sicurezze, abitudini e libertà!  Continuo a corricchiare e pensare.   
  
   Si parla tanto di persone che in questo periodo di quarantena e  restrizioni sociali, sono e sono state negligenti: chi ha volutamente e  ripetutamente violato le regole che ci sono state imposte o, addirittura  chi vuole far capire a altri che sono le regole fatte male,  giustificando così la propria violazione. Vorrei sperare che siano  veramente poche perché c’è qualcosa che va oltre il già grave problema  di poter nuocere alla salute di altri, c’è la forza del carattere delle  singole persone: la determinazione e lo spirito di gruppo.   
  
   Correndo sempre la mia corsa quasi di passo, riprendo la via di casa.  Inizio a vedere qualche altra persona che si muove e quasi tutte già da  prima di incrociarci guardano a terra con la testa leggermente china,  come se avessero una sensazione di disagio, come se stessero  furtivamente compiendo una azione di cui vergognarsi. Arrivo alla  conclusione che oggi è importante esserci e Esserci in salute, non in  forma o allenati o belli o rasati o finti: il vero carattere, il vero  lottare per un obiettivo da raggiunge a ogni costo, il vero  autocontrollo delle proprie forze mentali, i Veri Atleti sono tutti  quelli che per qualche pudore atavico, stamattina sembrano quasi in  colpa. A tutti, spero pochi altri, l’onore di aver primeggiato.   
  
Giampaolo Facchini   



Torna ai contenuti